I file non restano nascosti dietro una lista di allegati.
Trascina immagini, PDF, video, documenti, link, note e risultati dell’IA direttamente nel Canvas.
Gli elementi diventano la superficie che il team guarda, confronta e commenta.
Apri una scheda. Apri il lavoro.
Ogni scheda di progetto può aprire il proprio Canvas. Lo stato «In revisione» porta direttamente alle versioni, ai file e ai feedback interessati, non a una descrizione con qualche link.
Mostra il progetto come viene realmente pensato.
Metti il brief vicino ai riferimenti, le bozze fianco a fianco, i commenti vicino al dettaglio interessato e la decisione accanto alla versione scelta. La disposizione rende visibili relazioni che una lista nasconde.
Crea e rivedi sulla stessa superficie.
Il team aggiunge oggetti, sposta elementi, scrive, disegna, commenta e risponde. Le persone esterne possono partecipare in base ai permessi assegnati, senza attraversare tutto il workspace.
La ragione della modifica resta con la modifica.
Versioni, attività e commenti aiutano a ritrovare chi ha cambiato cosa e perché. Quando il progetto riparte o cambia responsabile, il Canvas conserva più del semplice file finale.
Libero come una lavagna. Leggibile come una presentazione.
Le pagine danno un ordine al Canvas. Esplora liberamente all’interno di ogni pagina, poi organizza il percorso dal brief alla proposta, dalla proposta alla decisione e dalla decisione al deliverable.
Un Canvas non serve soltanto a pensare all’inizio.
Usalo per tutta la durata del progetto: impostazione, ricerca, creazione, revisione, presentazione, handoff e cronologia. La superficie che aiuta a produrre diventa anche quella che aiuta a capire.